By Giorgia Pellegrini on Thursday, 19 March 2026
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GUIDA ALLA DIRETTIVA BASSA TENSIONE LVD: MENO RISCHI TECNICI, PIÙ VALORE AZIENDALE




La Direttiva 2014/35/UE, nota come Direttiva Bassa Tensione (LVD - Low Voltage Directive), rappresenta il pilastro normativo dell'Unione Europea per la sicurezza delle attrezzature elettriche. Sostituendo la precedente 2006/95/CE, essa delinea un quadro rigoroso per attrezzature destinate a funzionare con tensioni comprese tra 50 e 1000 V in corrente alternata e tra 75 e 1500 V in corrente continua.

L'obiettivo è la protezione della salute di persone, animali domestici e beni contro pericoli derivanti dal materiale stesso (scariche elettriche, elettrificazione, surriscaldamento) o da influenze esterne.



Benefit per i Fabbricanti

Per i professionisti del settore, la conformità è la garanzia di tutela contro i rischi derivanti dall'energia elettrica e di libera circolazione delle merci. Ciò significa abbattere le barriere doganali tecniche, accedere ad un mercato unico di milioni di consumatori senza test aggiuntivi. In termini economici, la standardizzazione riduce drasticamente i costi di progettazione e previene il rischio di sanzioni o richiami di prodotto, che risulterebbero estremamente dispendiosi sia a livello finanziario che reputazionale.

Una marcatura CE correttamente apposta migliora la competitività del brand su scala globale, identificandolo come sinonimo di sicurezza e qualità tecnica.



Il campo di applicazione

La Direttiva mira all'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri, assicurando che ogni prodotto, dagli elettrodomestici agli strumenti di misura, rispetti i medesimi standard di sicurezza. Sebbene i valori di tensione possano apparire gestibili, il testo sottolinea che essi "non vanno sottovalutati perché possono rappresentare ugualmente una fonte di eventi molto pericolosi".

Per raggiungere il suo scopo, la LVD impone ai Fabbricanti responsabilità precise, supportate dal lavoro delle autorità di vigilanza e dall'uso di norme tecniche armonizzate che offrono una presunzione di conformità ai requisiti essenziali.



Obblighi del Fabbricante

Il Fabbricante è il principale responsabile della sicurezza del prodotto. Egli deve eseguire una valutazione della conformità che culmina nella redazione del Fascicolo Tecnico. Come stabilito dall'Allegato III (Modulo A): "La documentazione permette di valutare la conformità del materiale elettrico ai requisiti pertinenti e comprende un'analisi e una valutazione adeguate dei rischi".

Nello specifico, deve contenere schemi di progettazione, elenchi delle norme armonizzate applicate, risultati dei calcoli e il fondamentale Manuale di Istruzioni. Quest'ultimo "rappresenta un vero e proprio dispositivo di sicurezza in quanto Requisito Essenziale di Sicurezza e tutela della Salute (RESS)".


Tra i suoi obblighi figurano:

🔸 Test e valutazioni:
vengono condotti da personale qualificato e competente, al fine di verificarne la capacità di protezione e la conformità ai requisiti di sicurezza; tutti i test report devono essere raccolti e conservati nell'apposito Fascicolo Tecnico.

🔸​ Valutazione della conformità ai requisiti di sicurezza RES:
le attrezzature devono essere progettate e costruite in modo tale da garantire la sicurezza degli utenti, prevenire gli incidenti e ridurre al minimo i rischi di lesioni o danni. Il focus è su isolamento, messa a terra, protezione termica e resistenza ai campi elettromagnetici EMC.

🔸 Redazione e conservazione della documentazione tecnica:
i Fabbricanti devono redigere una Dichiarazione di conformità UE e conservarla a dimostrazione della conformità del loro prodotto rispetto i requisiti di sicurezza della Direttiva. La documentazione tecnica deve essere conservata per almeno 10 anni dalla data immissione sul mercato, e messa a disposizione delle autorità di vigilanza dell'Unione Europea nel caso venga richiesta.

🔸 Marcatura CE:
il simbolo CE applicato sull'attrezzatura elettrica, in modo visibile, leggibile e indelebile, indica la conformità ai requisiti della direttiva e che il prodotto è stato sottoposto a test e valutazioni per garantire la sua sicurezza.



Intersezione con la Direttiva Macchine 2006/42/CE

Un punto critico per i progettisti riguarda il rapporto tra la LVD e la Direttiva Macchine. Se un prodotto rientra nel campo di applicazione della 2006/42/CE, il Fabbricante non deve citare la Direttiva 2014/35/UE nella Dichiarazione di Conformità. Questo perché la sicurezza elettrica è già considerata un RESS intrinseco della Direttiva Macchine. La LVD viene citata esplicitamente solo per i prodotti che non ricadono sotto la Direttiva Macchine. 



Il rischio elettrico nei luoghi di lavoro

Il cosiddetto Rischio Bassa Tensione è spesso definito "subdolo poiché molto sottovalutato". La sua gestione, specialmente in ambito industriale, deve articolarsi su tre fasi:

 📌Valutazione del rischio: identificazione delle sorgenti (cortocircuiti, contatti diretti/indiretti) e delle persone esposte;

📌​ Circoscrizione del rischio: implementazione di protezioni attive (interruttori differenziali) e passive (isolamento), oltre all'uso di DPI specifici (guanti isolanti, calzature dielettriche);

📌​ Procedure e monitoraggio: adozione di protocolli di lockout/tagout (isolamento e blocco) durante la manutenzione e verifica periodica degli impianti.


La protezione non termina con il rilascio del prodotto: i Fabbricanti devono garantire il monitoraggio durante e dopo la commercializzazione per garantire la continua soddisfazione dei requisiti di sicurezza della Direttiva, ed avere un piano di emergenza in caso di incidente elettrico.

Devono collaborare con le Autorità di vigilanza dell'Unione Europea per gestire eventuali segnalazioni di non conformità o rischi per la sicurezza. Fondamentale avere a disposizione la Documentazione tecnica accurata e aggiornata!

La conformità alla Direttiva 2014/35/UE richiede un approccio sistemico che integri progettazione sicura, documentazione rigorosa e una cultura della sicurezza consapevole. Per saperne di più, contattaci!